ELLA credo

Credo nel lavorare bene e con passione
Credo che se i prodotti sono validi e il servizio e' valido, sia giusto ricavare profitto
credo nel metterci la faccia, nel fare errori e ripartire da zero


domenica 12 aprile 2026

DPR IVA

 


Caratteristiche del Documento di Trasporto

Il DPR n.472/1996 ha introdotto il Documento di trasporto, Ddt, in sostituzione della vecchia bolla di accompagnamento. Si tratta di un documento da utilizzare in caso di trasferimento delle merci da un luogo a un altro, anche nel caso in cui si tratti di due stabilimenti della stessa azienda. Dal momento in cui una merce esce dal magazzino di un’azienda, essa deve essere accompagnata dal Ddt, in modo che si sappia cosa esattamente viene trasportato, da chi, chi è il proprietario, dove va e per quali finalità.

Il caso più frequente che ci viene in mente è quello di un trasporto di merce per essere venduta, ma non è affatto detto che questa sia la causale. Per esempio, un’azienda potrebbe semplicemente trasferire merce prodotta dal proprio stabilimento a un magazzino, in attesa che venga successivamente venduta. Il trasporto può avvenire ad opera di una delle due parti, chi effettua la spedizione o chi la riceve, o da terzi, ovvero un vettore.

Il documento di trasporto viene emesso almeno in duplice esemplare e in forma libera prima dell’inizio del trasporto o della consegna. Ulteriori copie del documento possono essere emesse, anche in formato elettronico, per gli altri soggetti coinvolti.
Il DDT non deve necessariamente accompagnare i beni viaggianti,ma può essere inviato anche tramite servizio postale, oppure con l’ausilio di strumenti elettronici, sempre che questo avvenga nel termine della mezzanotte del giorno di consegna



Immaginando di essere davanti a una vendita, per cui la merce sta uscendo dal magazzino per essere venduta al destinatario, nel documento di trasporto dobbiamo trovare i seguenti elementi
-Le generalità del cedente, compreso il numero di Partita IVA.
-Le generalità del cliente, compreso il numero di Partita IVA.
-Numero e data del documento. Il documento può seguire diverse numerazioni, cioè sulla base dei diversi punti di emissione, dei punti vendita, delle filiali o del magazzino. Dunque, il numero progressivo da inserire obbligatoriamente nel documento può non rappresentare esattamente l’ennesima redazione di un Ddt nell’esercizio da parte dell’attività che lo emette, ma solo della filiale o del punto vendita o del magazzino da cui viene movimentata la merce.
-Descrizione dei beni oggetto del contratto con il cliente.
-L’indicazione delle quantità trasportate.
-La causale del trasporto.
-Generalità del vettore che si occupa della consegna, nel caso in cui questa avvenga tramite più vettori risulta sufficiente indicare solo il primo, ossia chi effettua il tragitto iniziale.

-Numero di colli e peso.
-Data in cui la merce lascia la sede del cedente, che non necessariamente coinciderà con quella del documento.

Il documento può accompagnare la merce o essere inviato al cliente non oltre il giorno della spedizione.


(possono essere utilizzate più serie di numerazioni in relazione ai diversi punti di emissione, come punti vendita, filiali, magazzini ecc.)


Tuttavia, supponiamo che la stessa azienda possegga più magazzini e che da un secondo venga spedita merce a un cliente per la trentesima volta nel corso dell’esercizio. L’azienda può decidere di seguire una numerazione unica per tutte le proprie unità produttive oppure di applicare a ogni Ddt una numerazione per unità produttiva.

L'art. 3, comma 2, del dpr 441/97 ha previsto, a far data dal 7 gennaio 1998, che la provenienza dei beni oggetto dell'attività dell'impresa debba risultare, tra gli altri, dal ddt progressivamente numerato dal ricevente. La norma non pone alcuna distinzione tra ddt ricevuti per finalità non traslativa della proprietà (es. conto lavorazione) ovvero per finalità traslative, ragione per cui la numerazione di tali documenti sembrerebbe generalizzata. Si sottolinea però che la relazione di accompagnamento alle misure correttive della riforma dell'Iva ha previsto una modifica del dpr n. 441/97.

Inoltre parte della dottrina (vedasi ItaliaOggi dell'11/3/1998, pag. 33) ha rilevato che la circolare che sarà prossimamente emanata prevederà l'obbligo della numerazione dei soli ddt ricevuti per finalità non traslative della proprietà di beni oggetto dell'attività propria dell’impresa.



L'art. 3, comma 2, del dpr 441/97 ha previsto, a far data dal 7 gennaio 1998, che la provenienza dei beni oggetto dell'attività dell'impresa debba risultare, tra gli altri, dal ddt progressivamente numerato dal ricevente. La norma non pone alcuna distinzione tra ddt ricevuti per finalità non traslativa della proprietà (es. conto lavorazione) ovvero per finalità traslative, ragione per cui la numerazione di tali documenti sembrerebbe generalizzata. Si sottolinea però che la relazione di accompagnamento alle misure correttive della riforma dell'Iva ha previsto una modifica del dpr n. 441/97.


Con riferimento alla numerazione progressiva da attribuire al DDT, si ritiene che in relazione a specifiche esigenze organizzative ed operative proprie dell’impresa, sia consentito l’utilizzo di distinte serie di numerazioni in relazione a diversi punti di emissione come ad esempio magazzini e/o stabilimenti.

La norma sopra richiamata, infatti, nel definire il contenuto obbligatorio del DDT nulla precisa a riguardo.

Pertanto, qualora specifiche ragioni organizzative ed operative lo richiedano, è possibile, a nostro avviso, adottare un metodo di numerazione dei DDT emessi distinto per unità locali possedute (ad esempio per l’unità locale di Milano si può ricorrere ad una numerazione del tipo “DDT n.1/M”, mentre per quella di Padova “DDT n.1/P”). Ovviamente, nella fattura riepilogativa che si andrà ad emettere successivamente si dovrà aver cura di indicare esattamente la numerazione di ciascun DDT da ricomprendere nella fatturazione differita.

Infine, sottolineiamo la possibilità, per la società, di adottare una numerazione distinta per serie anche in fase di successiva fatturazione delle operazioni, sempre secondo le proprie esigenze operative ed organizzative (ad esempio come nel caso in esame, per distinta unità locale). Nell’ambito di ciascuna serie la numerazione deve ovviamente essere continua.

domenica 28 dicembre 2025

Brine & vegetables, info of processing and micro. stabilization

 

  • La capacità delle soluzioni saline di conservare sostanze alimentari è ben nota. Se una soluzione di cloruro di sodio è posta a contatto con vegetali avviene uno scambio osmotico per il quale i tessuti vegetali si arricchiscono di sale mentre la salamoia si diluisce ed incorpora parte delle proteine dei carboidrati delle sostanze minerali e delle vitamine contenute nel prodotto fresco.impiegando sale cristallino invece di salamoia, la soluzione salina si forma tutta a spese dell'acqua del vegetale.il processo osmotico si arresta all'liso Tonio allorché le concentrazioni del sale nella soluzione e nel prodotto sono uguali. Il principale fattore responsabile della inibizione della crescita microbiologica è la limitazione dell'acqua disponibile nel mezzo. I microrganismi infatti richiedono acqua per il loro metabolismo e se l'acqua presente viene legata assoluti o composti idro Phili essa può diventare non disponibile per le cellule in un certo senso i microrganismi competono con le molecole di soluto per l'acqua che è la loro necessaria. Per esprimere il grado di disponibilità dell'acqua nell'alimento si usa il termine di attività dell'acqua.nell'acqua pura l'attività dell'acqua e uno. Nei prodotti alimentari freschi si hanno in genere a temperature ambienti valori di attività dell'acqua intorno a 0,99 0,96. L'aggiunta di soluti abbassa il valore dell'attività dell'acqua.quando il sale si scioglie nell'acqua le forze intermolecolare aumentano ne si ha un più alto punto di ebollizione, un più basso punto di congelamento ed una più bassa tensione di vapore. L'attività dell'acqua si può esprimere dal rapporto tensione di vapore della soluzione diviso tensione di vapore del solvente.
  • Le soluzioni si comportano raramente in modo ideale. I non elettroliti divergono dal comportamento ideale a basse concentrazioni di soluto, mentre gli elettroliti come sale ne divergono a tutte le concentrazioni. In tabella sotto il confronto fra valore reale e valore ideale di alcuni soluti aventi diversi valori di attività dell'acqua A25 gradi.
  • aw= P(soluzione)/Psolvente

    aw=+n1/n1+n2 N1 solvente N2 soluto 

    Valori Aw a diverse Concentrazioni Di NaCl 

    Aw

    g/100 g di sol

    g/100 ml di sol

    0,995

    0,868

    0,871

    0,99

    1,72

    1,739

    0,98

    3,42

    3,501

    0,96

    6,55

    6,849

    0,94

    9,38

    9,985

    0,92

    11,89

    12,883

    0,9

    14,19

    15,61

    0,88

    16,29

    19

    0,86

    18,21

    22

    0,85

    19,06

    23,55

    0,8

    23,14

    30,11

    0,75

    26,5

    31,7

    • Il sale contiene impurità ovvero solfato di calcio di magnesio cloruro di magnesio oltre a tracce di ferro e altri metalli. Il sale può nascondere i microrganismi alofili tra cui ad esempio l’Sarcine, il Bacillus aurei,  la famiglia delle Aurentiaceae. Spesso si tratta di batteri cromogeni e questa è la ragione per la quale ci possono essere delle colorazioni sulla superficie del pesce salato. Per

      microbo 

      Aw

      Batteri

      0,90

      Lieviti

      0,88

      Muffe

      0,80

      Batteri alofili

      0,75

      Muffe xerofile

      0,65

      Lieviti osmofili

      0,61

      evitare queste contaminazioni occorrerebbe sciogliere il sale bollirlo schiumare le impurità galleggianti, filtrarlo per ottenere un sale micro cristallino sterilizzato a 150° per 60 minuti, su strato sottile. Il sale nell'acqua, sciogliendosi assorbe calore pertanto per agevolare la formazione di una salamoia omogenea occorre scaldare e in questo modo si aumenta la velocità di dissoluzione

domenica 3 agosto 2025

riferimenti bibliografici inerenti pomodoro da industria per polpa e deidrocongelato


 vi lascio qualche riferimento bibliografico inerente la tipologia di pomodoro per produzioni di polpa e cubetto. interessante notare i parametri in valutazione: brix, acidità, varietà peso medio a crudo, consistenza, scottature, uniformità di colorazione, sovramaturazione. 






Invece, per quanto riguarda il pomodoro deidrocongelato, applicato a paste amidacee, interessante la prova con calo peso a 40 50 60 per la valutazione della bagnatura della pasta, in confronto con il pomodoro non trattato. 




I benefici del pretrattamento con calo peso del pomodoro sono apprezzabili in quanto la pasta non mostra il caratteristico eccesso di umidità visibile nella zona sottostante la guarnizione di copertura comunemente definito bagnatura della pasta ciò ad indicare che in quella zona specifica la cottura regolare è perturbata dal rilascio di acqua sottoforma di cristalli di ghiaccio in fusione irreversibile provenienti dal pomodoro. Il pomodoro infatti è più umido della componente amidacea. il grafico a ragnatela mostra che il Pomodoro deidrocongelato risulta particolarmente apprezzato struttura generale;  si è preferito in particolare il pomodoro deidrocongelato con calo peso al 50%.

nota sul licopene, a struttura con diversi carboni coniugati, isomero cis più stabile. presente soprattutto nella buccia del pomodoro, quantità variabile da 1,1 a 7,7 nel pomodoro. da cotto si decompone. 
note sul pomodoro di Pachino da pubblicazione SSICA-

Al fine di valutare le variazioni stagionali a carico dei componenti antiossidanti del pomodoro di pachino è stata confrontata la composizione dei frutti raccolti in sei momenti diversi dell'anno. Tra gli antiossidanti del pomodoro i composti fenolici tra cui il tocoferolo mostrano una elevata variabilità. La concentrazione di acido ascorbico carotenoidi fenoli e tocoferolo non mostra una correlazione diretta con la temperatura media e la radiazione solare. Tuttavia i pomodori coltivati a metà estate, sono caratterizzati da più bassi livelli di licopene. 



domenica 20 luglio 2025

la responsabilità della difettosità dei prodotti alimentari appunti



appunti per riflessione: come mi difendo di fronte a una contestazione ufficiale? Non sempre la controparte ha ragione. dobbiamo essere forti delle nostre conoscenze sul diritto e della nostra competenza tecnica. chi meglio di noi, operatori conosce le filiere che trattiamo? interagiamo con clienti e operatori che ci richiedono cipolle o pomodori o prosciutti ma NON conoscono nei dettagli il prodotto. mi chiedono carciofi persone che non distinguono un cardo da un carciofo; mi chiedono pomodori persone che non distinguono un ciliegino da un datterino .... dobbiamo fare formazione e condividere le nostre conoscenze. 

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 Caso Saiwa del 1965

Il sistema di produzione di massa comporta la inevitabilità di difetti tecnici e la difficoltà soprattutto in termini di costo della eliminazione totale degli stessi, attraverso un costante sistema di controllo. Non sempre quindi anche di fronte ai difetti del prodotto può parlarsi di una colpa nel processo di fabbricazione e anche nell'ipotesi in cui il danno può farsi risalire ad una violazione del dovere di diligenza, gravante sul produttore, è difficile la identificazione. la prova della negligenza pel non aver preso le necessarie precauzioni ed evitare il verificarsi del difetto e per non averlo scoperto e eliminato.  la sentenza Saiwa affronta e risolve in termini favorevoli , per il consumatore,  questa difficoltà probatoria attraverso un ragionamento che configura giuridicamente la colpa del produttore. Dettagliando 


Quando si parla di colpa, l'onere della prova dovrebbe ricadere sull'attore. Il condizionale è d'obbligo atteso che con l'avallo della suprema corte, è consentito ai giudici di merito, inferire con procedimento logico deduttivo la negligenza del fabbricante dell'alterazione del prodotto. I giudici di merito, stabilisco che l’ avaria della merce, indubbiamente poteva essere addebitata ad un terzo, ovvero ad un rivenditore, per la cattiva conservazione ,che questo ne aveva fatto, ma non essendovi allo stato degli atti alcuna prova o meglio data la estrema difficoltà di provare l'efficienza e la sicurezza in senso assoluto del processo produttivo, si induce la negligenza al processo di fabbricazione, pur essendovi allo stato degli atti la possibilità che la colpa sia dovuta anche allo stato di conservazione degli intermediari.si tratta di un tipico esempio di decisioni ispirata ad esigenze di interesse pubblico più che a canoni di rigore logico e essa risponde a un’ esigenza equitativa di distribuzione dei rischi derivante dal fatto che il fabbricante con il porre il prodotto in commercio in involucri sigillati determina nel pubblico dei consumatori un affidamento sull'integrità del contenuto e quindi resta su di lui addossato l'onere di una successiva alterazione.

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vero, però alcuni colossi mondiali hanno iniziato già da un decennio a NON adottare gli schemi GFSI in favore di schemi personalizzati per garantire la vera qualità anche sensoriale del prodotto. We have to start to make the difference! verrà il giorno in cui si potrà dire: Boicott GFSI? 350 pagine di report per non esplicitare se il vasetto di marmellata è buono (oltre che sano ed etico) e se c'è un valore aggiunto rispetto ai pari presenti sul mercato. Ha senso mi domando?